Il dolore inascoltato è un irrigidimento del ventre, un sasso incastrato nella gola dal continuo inghiottire bocconi amari, un macigno che chiude l’ingresso del cuore a impedire la nostra resurrezione. È una grande ferita inferta alla speranza.
Nel dolore inascoltato noi galleggiamo, spesso con la testa appena sopra il pelo dell’acqua, e ci dibattiamo contro le correnti in continuo mutamento, a volte trascinati dal dolore a lungo differito per la morte di una persona amata, a volte tirati verso il fondo della nostra lunga assenza dalla vita.