Quando aprirono la tomba per calare la bara, notai una robusta radice arancione che si spingeva all’interno della fossa. Stranamente quella vista mi calmò: per un istante i gesti e le parole rituali smisero di nascondere la semplice evidenza della morte. Eccola lì: diretta, disadorna, impossibile distogliere lo sguardo. Mio padre veniva sepolto e col tempo, a mano a mano che la bara si fosse disfatta, il suo corpo avrebbe contribuito al nutrimento della radice che vedevo. Questo pensiero per me ebbe più senso che qualsiasi altra parola o gesto compiuti in quella giornata.