Sembra quasi che l’allegria esterna sottolinei con un pennarello quei buchi neri nelle case, nelle famiglie, in ognuno di noi. Sono terribili i giorni delle “feste” e, temo, lo saranno per sempre. Nessuno in questi giorni menziona più i miei cari come se per me fosse possibile pensare alle feste invece che a loro, come se fosse vergognoso mostrare dolore in questi giorni. Come se disturbassi.
Mi ricordo quasi con sbigottimento del sapore amarissimo del mio “primo Natale senza”. Quella festa che tanto avevo amato era diventata tutt’altro. In ogni giorno di “festa” penso alle mamme, mogli, figlie, figli, padri, compagni che devono affrontare questi giorni di obbligata allegria, di bizzarro festeggiamento: come prepararsi, come preparare i più piccoli, i più fragili a questi giorni?