Presenza

È questo che spesso chi non ha attraversato il tropico del dolore fa fatica a capire: il fatto che una persona sia morta può voler dire che non è viva, ma non che non esiste.

Non smetto di parlarle tra me e me. Tengo con lei un dialogo costante, come se lei fosse ora, dentro di me, ospite permanente. Non dico ogni pensiero, ma quasi, lo condivido con lei, come facevo prima, quando era viva. Una cosa che vedo, o che leggo, un pensiero, una domanda che mi pongo sono immediatamente rivolti anche a lei. E non mi fa male. Di questo mi stupisco: che non mi fa male questa domanda, o quel pensiero che so che non avrà risposta da lei, che non ha un destinatario vivo. Anzi, questo che sento come un dialogo anche se so che è un monologo mi dà un grande senso di consolazione.