Nel rimpianto c’è un ricordare piangendo: si rimpiange qualcosa che non è più; mentre nella nostalgia sopravvivono le tracce di una attesa, di una speranza, che ridiano un senso alle cose perdute. Nel rimpianto ci si sente sfiorati, e talora lacerati, dalle ombre della colpa, e delle responsabilità perdute. Il rimpianto non ha le increspature talora elegiache della nostalgia che ci fa guardare al passato come come ad una esperienza lontana e vicina nel tempo: quasi una compagna di strada che possa addolcire e lenire il presente, e possa aiutarci a vivere, e a resistere all’assenza di persone e di luoghi che abbiamo amato; mentre nel rimpianto il passato è insalvabile, e immobile: non consente alcuna speranza, né alcuna redenzione.