Questo è il periodo in cui il nodo del dolore si allenta. È il tempo del rinnovamento. Non un ritorno alla vita qual era prima della morte che ci ha colpito. Non si può tornare indietro, ora siamo persone diverse, il viaggio attraverso il dolore ci ha cambiato. Ma possiamo ricominciare ad accogliere la vita, a sentirci di nuovo vivi.
L’intensità delle emozioni si è in parte attenuata. Possiamo ricordare la perdita senza essere sopraffatti dal dolore. La nostra vita va avanti, ma non abbandoniamo la persona amata. Ci rendiamo conto che anche quando qualcuno muore il rapporto continua. Significa solo che l’altro non esiste più in uno spazio fuori di noi. Stiamo sviluppando un rapporto interiore, e questo ci permette di reinvestire le nostre energie nella vita.
Non mi sono mai distratta da questo mio dolore: mi aveva avvolto completamente, non c’era più posto per nulla, tutto il resto era un di più e quindi come un fastidio, anche la mia famiglia. Sono piccolissimi gli indizi che mi fanno capire che qualcosa, in me, sta cambiando. Pochi giorni fa, mia figlia mi ha abbracciata e ho sentito dei piccoli brividi di piacere come quando lei e il fratello erano piccoli e venivano nel lettone. Ero così felice di ritrovare questa sensazione: l’anestesia comincia a scomparire. Riesco a provare emozioni al di fuori del lutto, sto cercando di riorganizzare la mia vita. Guardo avanti perché il futuro c’è ed è mio.