George ride.
Due secondi dopo si rende conto di una cosa e rimane sorpresa.
La cosa di cui si rende conto è che ha riso.
In realtà ha riso due volte, una volta per la battuta del coniglio e l’altra per quella del tosaerba.
E questo pensiero la sorprende così tanto che ride di nuovo, stavolta dentro di sè.
E con questa sono tre le volte che da settembre [da quando la madre è morta].
George ha riso in un tempo innegabilmente presente.
La prima volta che ho riso di nuovo è stata seguita da altre “prime volte”. Ma di quella primissima volta non riesco a dimenticare la sensazione al tempo stesso dolce e aspra, lo stupore per qualcosa che era sgorgato improvviso da me e che sentivo straniera e mia al tempo stesso, il senso di colpa e il senso di sollievo, la speranza di potermi riprendere che faceva capolino.