La gioia stamattina è guardare il cielo e pregare che ci avvolga tutti con qualche premura, come una coperta buona per questo nostro inverno triste. Forse è proprio il dolore che contiene le istruzioni per un buon uso della gioia.
Le cose che – prima – avevamo piacere di fare insieme: andare al cinema, cucinare dei piatti nuovi, invitare a casa gli amici, andare insieme al supermercato, non le posso fare più. Non solo perché non siamo più in due ma anche perché ora mi disturbano. Sento il bisogno di starne lontano. Di non pensarle neppure. Però ho imparato a fare delle cose nuove, ho intrapreso dei nuovi percorsi tutti miei (lo sport, i viaggi) dove l’assenza si fa sentire di meno perché non c’è un confronto col passato. Nei momenti migliori, queste novità portano una certa soddisfazione.