La ferita resta e io continuo a vivere in uno stato di lutto permanente. Non voglio neppure superarlo, come qualcuno mi consiglia con impazienza. Io in questo momento vivo per ricordarla. E, nella misura del possibile, cerco di sentirla accanto a me.
Sento che continuare nel dolore per la morte di mia figlia è come continuare a starle vicina. Se penso a stare meglio mi pare come di abbandonarla, addirittura di tradire non solo me ma anche lei. Quando pronuncio il suo nome senza piangere mi scandalizzo di me stessa. Il dolore per la sua assenza è l’unica cosa che mi è rimasta di lei: non voglio lasciarla. Non posso lasciarla.