C’è un’altra stirpe di amici che fatalmente abbandona. I miti, devoti animali che accompagnano la vita di molti. I loro giorni hanno durata più breve. Inevitabilmente muoiono prima degli umani che li hanno voluti, amati, accuditi. Talvolta anche trascurati, o maltrattati, come si fa con gli esseri su cui si sa di poter contare. […] l’amore per gli umani che hanno condiviso con loro i riti delle giornate, gli angoli del vissuto, ha qualcosa di imperioso e arrendevole insieme. È una evidenza indiscutibile. E quando l’animale viene a mancare, viene a mancare anche un sentore forte di vita, le giornate sono deprivate di tanti doveri festosi, di una pienezza feconda. Quando la morte li porta via, lo strappo eguaglia il dolore per l’amico più caro. Ma nello stesso tempo, anche in questo caso, il lascito è quello di un lento apprendistato alle separazioni che accompagnano l’esistenza e alla gioia che si è ricevuta.
Gabriella Caramore,, Garzanti, 2023
Sulla panchina di un giardinetto pubblico una targhetta dice:
a Mario
Caro amico, questa è la panchina dove tu e noi amici,
abbiamo trascorso tante ore dei lunghi anni di amicizia.
Quanti progetti e quanti racconti sono stati fatti
nella nostra giovinezza.
Sei sempre nei nostri cuori e non ti dimenticheremo mai.
Gli Amici