[…] questo male [che ci è stato fatto…] non si ferma, colpisce anche persone alle quali si vuole bene, persone che neanche c’erano [allora] ma quei sentimenti che si hanno (provano, vivono) dentro – rabbia, odio – si trasmettono. Si trasmettono anche se non si vuole : si fa di tutto perché questo non succeda, [ma] purtroppo succede e allora a un certo punto ci si rende conto che questo male va avanti, che le persone che meno al mondo si vorrebbe venissero colpite da questa cosa invece ne vengono colpite lo stesso, che si finisce per dare di più a chi non c’è più che a chi c’è, allora a un certo punto dentro ti nasce un salutare vitale meraviglioso basta!
Basta! significa quello che è avvenuto nessuno lo può cambiare, c’è e ci sarà sempre, ma io non voglio che abbia più effetti sul presente, sulla vita mia, sulla vita di quelli che amo e tra la morte e la vita voglio scegliere la vita.
Per molto tempo ho vissuto pensando solo a lei. Era sempre la prima, nei miei pensieri. Davo più spazio a lei che non c’era più rispetto a chi invece c’era ancora. Da un po’ di tempo (e mi vergogno a dirlo) mi sento come se fossi in convalescenza, come quando dopo una grave malattia si riprendono le forze. Ho voglia di aprirmi, di aprire la porta a chi mi è vicino, di volgere lo sguardo verso chi è qui. Sento di voler provare e penso di potercela fare.