Vivo!

A ognuno un giorno muore un proprio caro,

tra l’essere e il non essere

è costretto a scegliere il secondo.

È duro riconoscere che è un fatto banale,

incluso nel corso degli eventi,

conforme a procedura,

prima o poi inserito nell’ordine del giorno,

della sera, della notte, di un pallido mattino;

scontato come una voce all’indice,

come un paragrafo del codice,

come una data qualsiasi

del calendario.

Ma è il dritto e il rovescio della natura.

Il suo omen e amen distribuiti a caso.

La sua casistica e la sua onnipotenza.

Solo ogni tanto

ci mostra un po’ di cortesia –

i nostri cari morti

ce li butta nei sogni.