Sono stati pochi i consigli che mi sono arrivati nel modo giusto. Non certo quelli di chi pensava di sapere meglio di me cosa era necessario fare, come essere, dove fossero le urgenze, le mie urgenze. Né quelli le cui parole, seppur gentili, nascondevano un giudizio (“ti lasci andare”, “non ti devi disperare”, “trascuri gli altri”). Chi si è messo come mio alleato, chi mi ha detto “ce la fai?” invece che “dovresti”, chi mi ha detto “vuoi che lo facciamo insieme?” invece che “ti converrebbe fare” si è rivelato un amico perspicace e sensibile. Un vero aiuto.