“La vita continua” è una frase che mi hanno ripetuto fin da subito. All’inizio provavo un senso di ribrezzo e incomprensione davanti a queste parole. Come potevo “andare avanti” se per me era finito tutto e un “avanti” non era immaginabile? Poi ho sentito rabbia e disprezzo per chi con tanta leggerezza mi voleva far spingere lo sguardo avanti, quando ero invece nella paralisi e con lo sguardo al passato, a ciò che avevo perso. Solo adesso capisco che c’era un senso in quello che dicevano, dettato non dall’indifferenza o dalla superficialità, non dalla stanchezza per la mia sofferenza ma dall’osservazione della realtà. Tanto è vero che sono qui. Continuiamo a vivere, pur con la morte nel cuore. Poi, un giorno, con meno dolore.