Calibrare le mie giornate vuol dire: zero vocii allegri e chiassosi, un pasto ogni tanto con qualcuno (ma solo se è una persona che mi conosce molto bene), al massimo due ore in una casa felice. Di chiacchiere inani ne posso sostenere a fatica tre a settimana. Musica? posso ascoltare solo le nostre canzoni (il resto mi è insostenibile). Film? solo quelli che rispecchiano la complessità delle vicende umane. Le fotografie le riguardo una volta al mese: desidero disperatamente farlo ma so che se lo faccio troppo spesso poi ne soffro terribilmente, le notti sono insonni, l’angoscia mi accalappia. Per ora è così. Posso fare solo quello che posso, limitarmi al q.m.b, a quanto (mi) basta. Forse un giorno sarà diverso. Imparo strada facendo a rispettare le mie stesse istruzioni.