Illusione

Ricordo che lei disse di voler passare la notte lì, ma io dissi di no, che sarei stata bene anche da sola.

E così fu.

Fino al mattino. Quando, sveglia solo a mezzo, cercai di capire perché a letto ero sola. C’era un’atmosfera plumbea. Era la stessa atmosfera plumbea in cui mi svegliavo le mattine dopo che John ed io avevamo litigato. Avevamo litigato? Per cosa, com’era cominciato, come avremmo potuto aggiustare le cose se io non riuscivo a ricordare come era cominciato?

Poi mi venne in mente.

Per parecchie settimane questo sarebbe stato il modo in cui mi sarei svegliata la mattina. […]

Ora capisco che la mia insistenza per passare quella prima notte da sola era più complicata di quello che sembrava, un istinto primitivo. Naturalmente sapevo che John era morto. Naturalmente avevo già dato la notizia definitiva a suo fratello e a mio fratello e al marito di Quintana. Lo sapeva il Los Angeles Times. Eppure io non ero affatto pronta ad accogliere questa notizia come finale: c’era un livello al quale credevo che l’accaduto rimanesse reversibile. Ecco perché avevo bisogno di stare sola. […]

Avevo bisogno di stare sola perché lui potesse tornare indietro.

Questo fu l’inizio del mio anno del pensiero magico.