Notte dopo notte, in veglia nel mio letto, gli occhi aperti nell’oscurità. L’impossibilità di dormire, l’impossibilità di non ripensare a come è morto. Mi ritrovo tra le lenzuola sudate a cercare di immaginare cosa si prova durante un attacco di cuore. Mi sento inondare da fiotti di adrenalina, la testa mi pulsa, il corpo intero sembra rattrappirsi in una piccola zona dietro il petto. La necessità di sperimentare lo stesso panico, l‘identica fatale sofferenza.