Immagine

Quell’ultimo sguardo, quell’ultima immagine del suo corpo devastato, non riesco a togliermelo dagli occhi, dalla mente. Cerco di parlarne appena posso ma non riesco a liberarmene. Il pensiero, i ricordi vanno sempre a quel momento. In nessun modo riesco ad andare più indietro nel tempo, ad accedere ai ricordi di prima che – da qualche parte – devono pur stare. È come se tutta la vita che abbiamo avuto prima, i ricordi belli di quella vita, fossero sempre ricacciati indietro dal tempo della malattia e dall’immagine del suo corpo martoriato.