Quando leggevo notizie di incidenti mortali non mi soffermavo: erano cose che succedevano agli altri. A me, a noi, non poteva succedere. Sì, ero preoccupata perché mia figlia andava in giro con il motorino ma pensavo al massimo alla possibilità di una frattura, di una ferita che l’avrebbe resa più prudente. Mi affidavo a Dio, pregavo la Madonna e questo mi dava una presunzione di superiorità, di invulnerabilità che oggi mi è molto faticoso riconoscere.
Mi sento tradita anche se riconosco la mia presunzione, il mio inganno. La vita, la natura, agiscono nell’assoluta indifferenza a noi umani.