Lacerazione

Per questo le separazioni sono così dolorose; lo sono perché strappano via una parte di noi stessi, perché quando l’altro si allontana porta via anche un pezzo di me. Mi divide, mi spacca, mi lacera. Di qui l’inevitabile effetto depressivo che accompagna ogni separazione. […] Non solo il mondo ha perduto il suo senso, ma è il soggetto stesso che si coglie come deprivato, regredito in una condizione di inermità passiva perché la morte di quel mondo coincide con la morte di una parte essenziale di se stesso. È la regressione della vita alla condizione del grido che – come quello di Munch – non trova più nessuno ad accoglierne l’invocazione, non trova più nessuno capace di rispondergli.