Eternità

È certo strano non abitar più la terra,

usanze appena apprese non più praticare,

non dare alle rose e alla particolare

promessa di altre cose il senso

di un futuro umano; non essere

più ciò che si era in mani di ansia infinita,

e lasciar via persino il proprio nome

come un giocattolo spezzato. Strano

non più desiderare i desideri. Strano

vedere sbattere sfuso nell’aria tutto

ciò che aveva un legame. E l’esser morto

è faticoso e tanto vi è da riprendere

per avvertire gradualmente un senso

di eternità. – Ma i vivi fanno tutti

l’errore di troppo distinguere.

Gli angeli (si dice) spesso non sanno

se vanno tra i vivi o i morti. L’eterna corrente

trascina sempre con sé per i due regni

tutte le età e le copre col suono.