I genitori che l’hanno vissuto lo raccontano allo stesso modo: nel momento in cui arriva la notizia sentono non soltanto la terra che manca loro sotto i piedi, ma anche che quel sisma li scaccia per sempre fuori dal territorio che li ospitava prima e nel quale non troveranno mai più spazio. Si ritrovano confinati su un’isola, tagliati fuori per sempre dalla terra di chi da quella tragedia è risparmiato. Il lutto dice loro che da quel momento in poi abiteranno fuori dal mondo, fuori dal tempo, in un luogo da dove non si torna. La morte di un figlio condanna all’esilio su una terra che nessuno può visitare, oltre a coloro cui è successa la medesima cosa.