Lapidi

Ho guardato verso il basso: schiere su schiere di lapidi. Una dimensione insondabile. Un conto è riflettere sulla particolare intimità di una singola tomba, altro è intravedere l’insaziabile appetito della morte. Il numero dei defunti supera di gran lunga quello dei vivi. Il presente è l’orlo dorato di un drappo nero. Com’è scandaloso essere vivi, pensavo. Ero colmo di entusiasmo e di oscuro orgoglio per la mia specie, per quanto coraggiosi ed eroici siamo dinanzi all’innegabile evidenza che la vita non si può conservare, che a prescindere dall’armatura che scegliamo, ogni cosa è destinata a passare.