Ai funerali è diverso. Di fronte alla morte non c’è facciata che tenga. Le crepe affiorano, che lo si voglia o no. E tra una crepa e l’altra affiora l’orrore, la paura narcisistica di essere, anche noi, così precari. Che ogni passeggiata possa sfociare in un infarto, ogni sigaretta nel cancro, ogni pena d’amore nel suicidio, ed è per questo che al funerale di suo padre le è toccato vedere tutti quelli sconosciuti che singhiozzavano a dirotto, non per un uomo di cui a loro in fondo neanche importava un granchè, no, ma per se stessi. Ha visto persone che piangevano la propria morte imminente e seppellivano il proprio presente e i propri sogni.