Onnipotenza

[…] il modo in cui la contemporaneità tratta la radicale questione della finitudine umana rivela, così, la tendenza sempre più incalzante a negare la castrazione, in favore, viceversa, del maniacale inseguimento della possibilità di raggiungere uno statuto di onnipotenza. Questa carenza della civiltà moderna si traduce nell’esclusione sociale di ogni esperienza di insuccesso, di incapacità di conformarsi allo standard, di scacco personale; in una comunità che misura il valore del singolo in funzione del suo livello di inserimento nella logica consumistica che la governa, non c’è spazio per il cordoglio, per il senso di fallimento o di smarrimento, per il tempo di sospensione che il lutto impone davanti alla perdita.