Sono solo etichette. Ma quanto pesano. Quanta inutile crudeltà in aggiunta.
A: Dal medico, non sapevo come riempire il modulo. Figli? Sì. Ma no. Non più.
B: Buongiorno, sono il marito di R.T. Ah, no, sono il vedovo di R.T.
Ma come posso essere il vedovo di R. se R. non mi ha MAI pensato in questi termini?
C: A.B. del “fu” M.B.
D: sul modulo del Comune. Stato civile: vedova.
E: sul modulo del Comune. Stato civile: che scrivo? chi sono? non è previsto essere “compagna”, “compagno, “partner”…
D: Riempio il modulo per una nuova carta di identità. Adesso mi devo descrivere come vedova. Ho avuto un attimo di esitazione. Che bisogno c’è di etichettarmi così? Per dire (a chi?) che sono parte di un’unità che non c’è più?