Nei momenti di grande scoraggiamento, quando vorrei chiudere gli occhi e scomparire, un’immagine mi tiene a galla. Tu sei lì e mi guardi, da quel posto nel quale sei ora. Mi vedi combattere con il desiderio di lasciar perdere, di arrendermi. Penseresti che sto sprecando il tempo che io ho e che tu invece non hai più. Ti sembrerebbe forse incomprensibile il mio tentennare. Mi diresti, “Reagisci. Rispondi a questa crisi. Vai avanti. Fallo per me, fallo in nome di quello che siamo stati, per il senso che la tua vita ha, per me e per gli altri”. So che allargare le braccia sarebbe una resa, inconsapevole del valore della mia vita, della tua, di questa occasione unica e irripetibile di vivere. Sarebbe sleale, e irresponsabile, nei confronti della vita, tua, mia, nostra. Vorrebbe dire ignorare che non ci sono io soltanto, nel mio dolore, ma una rete di relazioni che si intrecciano con la mia vita. Quando ti immagino così una luce si accende e un po’ di coraggio si affaccia.