Traguardo

Non so cosa mi avesse fatto pensare che il lutto si chiude, che finisce, che c’è, come dicono gli anglofoni, “closure”: come se, a un certo punto, fatto il percorso, attraversato il tunnel con successo, tutto tornasse come prima. È chiaro – ma per me lo è solo adesso – che non è affatto così. Ognuno arriva dove può, come può, al suo unico personale traguardo, che nessuno può permettersi di contestare. Ci arriva – chiaramente – diverso da come è entrato, trasformato dal suo viaggio. Non si torna indietro. Si va avanti, a volte migliori di prima, a volte peggiori. A volte quasi uguali. “Quasi” è importante.