Se vedessimo e sentissimo in modo intenso tutta la normale vita umana, sarebbe come udire l’erba crescere e il pulsare del cuore dello scoiattolo, e moriremmo per il frastuono che è al di là del silenzio.
Forse è la parola che usiamo di più: una sorta di tappabuchi, di insulso passpartout che ci viene in mente quando non ci sono più parole, quando siamo di fronte a quello che non capiamo, quando ai tanti perché non arriva risposta. Ognuno ha la sua versione.
A: per me Mistero è una parola che uso per dire Dio. B: Mistero? È l’inconoscibile, l’insondabile. C: Mistero è la perfezione che ci circonda, anche quando è spietata. D: l’Amore, quello è il Mistero, in tutte le sue forme. E: la legge che tutto regge, che governa tutte le cose. F: L’arcano supremo. G: Il mistero dell’origine di tutte le cose e quindi anche del nostro destino. H: Come possiamo noi, nella nostra piccolezza, solo avvicinarlo? I: Il grande disegno, che da miopi come siamo non vediamo. L: la vita è il mistero, insieme alla morte. M: pensare che lei non c’è più mi apre la porta del Mistero. N: Dov’è? Perché? mi bastano due domande per trovarmi investita dal mistero. O: Mistero? Non c’è mistero, c’è solo caso.