Tra le virtù di quel barcaiolo questa era una delle più grandi: sapeva ascoltare come pochi. Senza ch’egli avesse detto una parola, Siddartha parlando sentiva come Vasudeva accogliesse in sé le sue parole, tranquillo, aperto, tutto in attesa, e non ne perdesse una, non ne aspettasse una con impazienza, non vi annettesse né lode né biasimo: semplicemente ascoltava. Siddartha sentì quale fortuna sia imbattersi in un simile ascoltatore, affondare la propria vita nel suo cuore, i propri affanni, la propria ansia di sapere.
Accogliere è aprire. Mettersi in modalità silenziosa. Fare e farsi spazio. Rimanere in contatto con sé ma aprirsi al tempo stesso all’altro, al mondo, a ciò che arriva. Dare posto all’altro, ai suoi bisogni, ai suoi tempi. Senza giudizio, senza aspettative, senza consigli da offrire. Accogliere è offrire tempo, ascolto, disponibilità. Senza fare pressione, senza indicare una direzione. È ascoltare anche i silenzi. Mi viene in mente quel verso che dice “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”.