La caducità è un sasso nello stagno: le sue onde si allargano in cerchi concentrici. Siamo creature mortali, prima onda; esemplari di una specie biologica che, come tutte le altre, si estinguerà, seconda onda; vaganti sulla superficie di un pianeta che sarà inghiottito dal suo sole, il quale, a tempo debito, si spegnerà ed esploderà, terza onda; dentro una galassia destinata a scompaginarsi e ad arrendersi al caos termodinamico, quarta onda; il tutto nella cornice epica di un universo in espansione che, pur in un futuro inconcepibile, finirà anch’esso, ultima onda. Si erge dinanzi l’evidenza schiacciante della finitudine di tutte le cose, che ci lascia attoniti e increspa la superficie del nostro quieto vivere.