dal latino cum, insieme e patior, soffro. Soffrire insieme, da pari. In com-unione, non dall’alto in basso. Partecipazione al dolore dell’altro. Il senso più alto dell’amicizia, della vicinanza. Ma la parola può anche indicare un sentimento di disapprovazione, di disistima, di insofferenza mista a disprezzo verso qualcuno o qualcosa. Dalla stessa origine, due sensi in poli opposti
Mi sento come se avessi tatuata addosso la lettera scarlatta della disperazione. È davvero mortificante sentirsi oggetto di quegli sguardi di pena e compassione, essere commiserata, evitata. C’è gente che quando mi incrocia finge di parlare al cellulare. In alcuni “amici” (no so se poterli chiamare ancora così) è cambiato il tono della voce, quando mi parlano: mi dicono cose banali dalle quali capisco che si sentono un pesce fuor d’acqua. Ma così mi fanno sentire più fragile, come se valessi di meno.