Quando Antoine era più giovane, trovava che la vita fosse breve e la morte lo spaventava. Adesso non ci pensava mai…
Marianne, stanca, un po’ febbricitante, si appoggiava alla spalla del marito a occhi chiusi. Lui l’attirò a sé, e si baciarono. Si erano baciati così spesso… Quel movimento delle bocche che si avvicinano l’una all’altra, che si penetrano, era diventato meccanico come l’azione di respirare.
Antoine pensò:
“La donna che ho amato di più non è questa, ma, in punto di morte, rimpiangerò ciò che mi unisce a lei più di quanto non abbia rimpianto la passione. La passione sembra un dono di Dio, “ troppo bello per essere vero”. Si sente che Lui ce la concede solo per un certo tempo; una cosa così, invece, è tutta nostra… conquistata a fatica, accumulata lentamente, distillata come un miele. E un giorno ci toccherà abbandonarla, abbandonare anche questo. Che peccato…”.
Stavano immobili, abbracciati, i corpi stretti l’uno all’altro. Non provavano desiderio; erano calmi, un po’ ironici e senza gioia, ma, un istante dopo, fu come se per loro ogni difficoltà fosse sparita.