Conforto

Prima di uscire aveva lasciato il portafoglio sul mobile in ingresso. Non l’ho mai spostato da lì, come se lui potesse forse tornare a riprenderselo. Ricarico regolarmente il suo numero di cellulare. Tengo aperto il suo profilo facebook e mi fa piacere vedere che gli amici gli fanno ancora gli auguri di compleanno: è assurdo, ora che è morto, ma la mia gioia viene dal fatto che lo hanno ancora nel cuore.

Subito dopo la sua morte mi ha consolato leggere quello che gli scrivevano: le parole che sono arrivate erano davvero tante, belle, piene di rimpianto. Le ho lette e rilette fino a sfinirmi. Anche io ho postato a volte una foto, a volte un ricordo che volevo condividere con gli altri. So che lui non scriverà più in quella pagina ma non potrei mai chiuderla: mi pare di lasciare una porta aperta ai sentimenti, i miei, quelli di chi ancora lo ama e lo ricorda. Un tempo, in fondo, si facevano le messe dopo trenta giorni, dopo sei mesi, ogni anno nell’anniversario. Questo non è poi tanto diverso.