Perché sono tutta indolenzita e dolorante? Per via del pianto, mi dicono. Non sapevo che fossero coinvolti dei muscoli, nel pianto. Non è il male a sorprendermi, ma la sua manifestazione fisica, la bocca amarissima, come se avessi mangiato un pasto ripugnante e avessi scordato di lavarmi i denti; un peso atroce sul petto e la sensazione che dentro di me tutto si vada disfacendo. Il cuore – il mio cuore vero e proprio, niente di metaforico, intendo – sta sfuggendo da me, ha preso la sua strada, batte troppo veloce, non andiamo più a tempo. L’angoscia che provo non è solo dello spirito, è anche del corpo. Carne, muscoli, organi, tutti compromessi. Non esiste una sola posizione comoda. Per settimane ho la pancia in subbuglio, tesa e contratta per un presentimento, la certezza costante che morirà qualcun’altro, che le perdite saranno tante.