sensazione di assenza, di riduzione di realtà, provata dal soggetto amoroso nei confronti del mondo
Qualsiasi conversazione generale a cui sono obbligato ad assistere (se non partecipare) mi strazia, mi paralizza. Mi sembra che il linguaggio che questi adottano, e da cui sono escluso, venga schernito più del dovere da quegli altri: tutti sostengono qualcosa, contestano, trovano da ridire, si mettono in mostra: cosa ho da spartire io con il Portogallo, l’amore dei cani o l’ultimo Strega? Io vivo il mondo – l’altro mondo – come un’isteria generalizzata.