Nella Costituzione americana si parla di “Diritto alla ricerca della felicità”.
Ci ho pensato molto in questo periodo in cui le cose con mio marito non vanno tanto bene.
È vero, gli uomini soffrono diversamente da noi madri. La nostra sofferenza, il più delle volte, è totalizzante. In più io so, per certo, che durerà per sempre.
Mio marito è molto ironico, spesso ci punzecchiamo, ci siamo divertiti tanto insieme, pur nei casini e dolori della nostra vita così difficile. Però lui vuole di più.
Vuole una moglie che gli dia tanto amore, lui ne dà tanto, e non sopporta di vedermi ancora soffrire, e che io abbia cambiato radicalmente la mia vita.
Praticamente, la morte di nostro figlio non ci ha divisi, ma camminiamo su strade parallele.
E allora penso: se esiste il diritto alla felicità, dove sta scritto che non ci possa essere il diritto a viversi in santa pace la propria infelicità, senza, per giunta, sentirsi in colpa?