Anch’io non tratterrò la mia bocca: voglio parlare nell’angustia del mio spirito, voglio lamentarmi nell’amarezza dell’anima mia. Son io forse il mare , o un mostro marino, da farmi guardare a vista? Io pensavo che mi consolerebbe il mio letto, il mio giaciglio mi allevierebbe l’affanno, ma tu m’atterrisci con sogni e con spettri mi spaventi: perciò preferirei lo strangolamento e la morte ai miei dolori. Già mi dissolvo e non vivrò in eterno: lasciami, perché un soffio sono i miei giorni!