Samuel era capace di riflettere, scherzare e filosofeggiare sulla morte, ma non ci credeva davvero. Del suo mondo la morte non faceva parte. Era immortale, lui come anche tutto quello che lo circondava. Quando poi la morte arrivava davvero era un insulto, una negazione di quell’immortalità che sentiva profondamente; e quell’unica incrinatura nel suo muro faceva crollare tutto. Credo che avesse sempre pensato di potersi liberare della morte ragionando. Era una nemica personale, che lui poteva sconfiggere.