Privazione

Luoghi, eventi, esperienze che ci separano nello spazio e nel tempo – io qui e ora, e tu… dove, quando? All’improvviso così lontana. E per sempre. Là fuori. Da nessuna parte. Mondi privi di te. Tu non esisti in nessuno. Non esisti affatto, in nessun senso che significhi qualcosa per me. E tutto questo? È solo un’evocazione da parte mia. Guarda! Sei qui, ma posso anche camminarti attraverso. È come se tu non ci fossi.

E non propinarmi il Paradiso, la trascendenza, le particelle subatomiche sparpagliate per tutto l’universo e anche oltre – niente polvere di stelle. O perlomeno, non propinarmeli come una forma di consolazione prima dell’evento. Non spingermi a contemplare un’eternità di nulla, e nemmeno di beatitudine. Potranno anche essere entrambe una fonte di immenso conforto, ma sono immanenti a quella futura condizione. Quando vacilli sull’orlo puoi provare solo terrore e ripugnanza. E tu non sei laggiù, o là fuori, né da nessuna parte. Non c’è nessuna te. C’era e basta. Sto imparando a convivere con questa consapevolezza, ma ci saranno sempre questi mancamenti, queste cadute dentro una botola che sbandano il cuore.