Gli animali utilizzano diverse strategie di difesa, largamente classificate come fuga, congelamento e combattimento. L’espressione di questi comportamenti è modulata da fattori esterni come la presenza di piccoli, l’accesso a un riparo e lo stato interno dell’animale. Non è ancora chiaro come ogni risposta difensiva sia selezionata ed eseguita.
Nei mammiferi, principalmente da studi centrati sui roditori, si è scoperto che varie aree del cervello sono implicate nelle reazioni di fuga o congelamento, inclusa l’amigdala, l’ipotalamo e la sostanza grigia periacqueduttale. Recentemente, sono stati individuati dei microcircuiti in queste aree del cervello che regolano il comportamento di fuga o congelamento. […]
I moscerini della frutta [Drosophila melanogaster] mostrano comportamenti di fuga davanti alla minaccia di un pericolo [ma…] il congelamento è la risposta difensiva predominante. […] La decisione di congelare o fuggire è determinata dalla velocità di movimento al momento della minaccia. Attraverso la manipolazione genetica dell’attività neuronale, abbiamo identificato un paio di neuroni discendenti la cui attività è necessaria per il congelamento.
Abbiate pietà
cercate di capire
provate a immaginare
davanti al rischio di impazzire
davanti alla minaccia alla mia integrità
alla possibilità di scoppiare in mille pezzi
abbiate pazienza
se mi adagio in pensieri superflui
se cerco qualche distrazione
se mi affanno in impegni effimeri
se mi blocco impietrita, congelata
ho bisogno di un cuscino
di una via di fuga
di una corda per evadere dal carcere del dolore
dall’orrore della sua morte
ho bisogno di una pausa
una protezione
poi tornerò
abbiate pazienza…