Commiato

dal latino commeāre, andare e venire, fare un viaggio; costruito da cūm, con e meāre, passare, con il senso di: licenza di partire, congedo, saluto, permesso di allontanarsi

Un video di Bill Viola, Observance (2002): sfilano uno per uno, in uno stato di pena e angoscia. La prospettiva è quella del morto: è lui che vede, dallo stesso posto dello spettatore, chi è venuto a dare l’ultimo saluto. Tutti osservano qualcosa che preferirebbero non vedere, non sapere: la fine della vita, la sua caducità. È la resa dei conti, l’addio finale a chi ha fatto parte della loro vita: un’esperienza universale di cordoglio. Piccoli gesti di tenerezza, una mano sulla spalla, una carezza leggera, uno sguardo più intenso, mani che si sfiorano, che attraversano e sostengono la piccola comunità. In una fila che si snoda compatta ma solidale, c’è, per ognuno, un attimo di pausa: un istante di riconoscimento della fragilità di uno come della fragilità di tutti. Sembra che ogni personaggio guardi al tempo stesso nel suo più profondo e nello sguardo degli altri: a cercare conferma e consolazione. I visi sono contorti, gli occhi arrossati, lacrimosi, a tratti increduli, spaventati, addolorati, impauriti. Una comunità riunita per il rito collettivo e condiviso dell’addio si prepara ad affrontare il lungo percorso del lutto che inizia con questo saluto: saluto a chi non c’è più e saluto ai nostri illusori sogni di immortalità.